Contesto

Il contesto e la domanda di ricerca

A fronte del progresso rapido ed intenso della scienza medica ed alla diffusione nei servizi sanitari di nuove tecnologie e di strumenti diagnostici e terapeutici, esistono evidenze di un forte differenziale tra quanto “dovrebbe essere fatto” (= atteso) e quanto “viene effettuato nella pratica clinica” (=reale). Dati a supporto di tale fenomeno provengono sia da sintesi strutturate dei risultati della ricerca scientifica sia da sistemi di monitoraggio della qualità dell’assistenza sanitaria che sono attivi a livello nazionale o locale. In particolare in Italia il sistema di valutazione degli esiti basato sui dati dei Sistemi informativi sanitari (Programma nazionale esiti) produce indicatori di esito di trattamenti sanitari o percorsi assistenziali in diverse aree cliniche ed offre un panorama di ampia variabilità della qualità dell’assistenza tra Regioni, tra aree territoriali entro la stessa regione, tra ospedali.

Di questo gap tra l’atteso ed il reale fanno le spese soprattutto i sottogruppi di popolazione svantaggiati dal punto di vista sociale, culturale ed economico. Da una parte, è noto che tali popolazioni hanno comportamenti e stili di vita più a rischio, si ammalano di più ed hanno una aspettativa di vita più breve rispetto a chi ha un tenore di vita migliore. Dall’altra parte, è stato evidenziato come esse siano anche più vulnerabili a subire esiti sfavorevoli di salute in relazione a prestazioni, interventi, attività sanitarie o modelli organizzativi inefficienti, inappropriati e non conformi alle raccomandazioni clinico-organizzative basate sulle prove scientifiche.

Per migliorare la diffusione di pratiche evidence-based e quindi migliorare la qualità delle cure, sono state proposte varie strategie, tra cui l’audit e il feedback (Audit and Feedback – A&F). I dati disponibili indicano che, nonostante l’esperienza decennale, gli effetti di tali interventi variano notevolmente e non migliorano nel tempo. Audit e feedback (A&F) è definito come “qualsiasi sintesi (scritta o verbale) della prestazione clinica dell’assistenza sanitaria in un determinato periodo di tempo“. Lo scopo delle strategie di A&F è quello di misurare le prestazioni di un clinico, confrontarle con uno standard e poi di riportare i risultati al clinico con l’intenzione di migliorare la pratica. L’A&F è comunemente usato per aiutare gli erogatori dei servizi sanitari ad identificare il divario tra conoscenza e pratica e migliorare la qualità dell’assistenza. Secondo due recenti revisioni Cochrane, le attività di A&F portano generalmente a piccoli ma potenzialmente importanti miglioramenti nella pratica professionale.

Quello che ancora non è stato chiarito è se questi interventi siano efficaci per ridurre le disuguaglianze di salute tra gruppi di popolazione con livello socio-economico diverso.  Nonostante il diffuso uso di interventi di A&F nelle organizzazioni sanitarie come strategia di miglioramento della qualità, non sono noti i metodi ottimali per l’attuazione di tali interventi e quali siano le caratteristiche dell’A&F che portano a un impatto maggiore. C’è quindi bisogno di un confronto “testa a testa” fra diversi tipi di A&F o un confronto relativo ad altre tecniche – esempio tra approcci “intervento singolo” versus “multi-intervento” – e di individuare gli ostacoli al cambiamento della pratica clinica ed i possibili fattori facilitanti. Peraltro, non è certo che un approccio univoco funzioni in contesti clinici e organizzativi diversi.